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Lo “spettacolo” della celebrazione

CONVEGNO NAZIONALE DI PASTORALE - CARAVAGGIO 4-7 luglio 2005

 

1.      DUE ASPETTI
2.      IL LINGUAGGIO DEI SIMBOLI
3.      LA STORIA DELLA SALVEZZA
4.      IL RITO
5.      ALCUNE SUGGESTIONI
6.      ATTENZIONI

 

1.0. DUE ASPETTI

1.1. 1 Il primo è di carattere antropologico:
la vita dell’uomo è continuamente caratterizzata da riti, simboli.
1.2.1  Il secondo è di carattere teologico:
la logica biblica dell’alleanza ed il mistero cristiano dell’incarnazione.

1.1.2 Ogni giorno, senza troppo pensarci, facciamo uso di cose caricandole di un valore ulteriore, ripetiamo continuamente riti e gesti che dicono e comunicano qualcosa di importante. Questo è ciò che succede in ogni celebrazione liturgica.
1.2. 2 L’evento di Cristo ci dice l’ingresso del divino nella storia, l’eternità entra nel tempo e l’infinito si concede nel frammento.
Nel tempo e nello spazio Dio si dona a noi, ci fa dono della sua grazia, interviene nella nostra realtà attraverso la modalità umana di comunicare.

1.1.3  Mantenendo la dimensione tutta umana del rito/simbolo e la consapevolezza di dire un qualcosa di più profondo, in nessun caso esprimibile con un linguaggio solo scientifico/concettuale:
1.2.3 realizzando la salvezza nella continuità della storia, facendosi proposta attuale ad ogni uomo nello spazio e nel tempo, al punto che può essere accolta da tutti:

1.3. i sacramenti raccolgono e fanno proprie queste due prerogative convergenti.

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